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    Pian dei ciliegi

    Centro di meditazione vipassana

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    Pian dei ciliegi

    Centro di meditazione vipassana

    I primi due fondamenti della consapevolezza, di Beate Gloeckner

    foglie per beateNella meditazione vipassana noi seguiamo un metodo che risale a un Sutta antico riguardante un insegnamento del Buddha, ovvero il Satipatthana Sutta, I Quattro Fondamenti della Consapevolezza. È il discorso n. 10 del Majjima Nikaya, ovvero della Raccolta dei discorsi di media lunghezza. Nella premessa a questo discorso il Buddha indica i quattro Satipatthana, o la meditazione sui Satipatthana, come l’unico modo per sviluppare la saggezza e quindi raggiungere la liberazione. Lui introdusse questo discorso con queste parole: “O monaci, o meditanti, questo è il sentiero diretto per la purificazione degli esseri, per il superamento della pena e della lamentazione, per la sparizione della sofferenza e della scontentezza, per l’acquisizione del giusto metodo, per la realizzazione del nibbana, ovvero i quattro fondamenti della consapevolezza. Questa pratica della consapevolezza è tipica degli insegnamenti buddhisti, e non si trova in nessun altro insegnamento di altre religioni e sentieri spirituali, in cui si postula l’esistenza di una entità divina e, come via per raggiungere la vera felicità, indicano un comportamento etico corretto affiancato a particolari pratiche di concentrazione. Quindi questi due aspetti sono considerati come quelli che possono portare alla felicità.

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    I cinque ostacoli, di Beate Gloeckner

    pdc per sitoI cinque ostacoli sono un gruppo di fattori mentali che crea molta difficoltà nella nostra pratica. Questi cinque ostacoli sorgono con una particolare forza nei primi giorni di un ritiro. Molti meditanti si preoccupano dell’improvviso sorgere di questi stati mentali difficili e non sanno come gestirli. Tutti voi state facendo del vostro meglio per essere consapevoli e seguire le istruzioni, e anche il compito non sembra essere così complicato, dovete semplicemente tenere la mente nel momento presente osservando il vostro oggetto primario, l’alzarsi e l’abbassarsi dell’addome o altri oggetti che sorgono e che diventano predominanti.
    Ma ben presto vi accorgete che la consapevolezza si perde, e quindi non state più nel momento presente, non state più osservando ciò che sorge, andate nei pensieri, divagate, incominciate a dubitare, a diventare irrequieti, e via di seguito.
    Cosa sta succedendo? Come mai non riesciamo ad essere consapevoli nonostante lo sforzo che stiamo mettendo? La risposta è facile da trovare. Se guardate dentro la vostra mente riuscirete a cogliere degli stati mentali che sono piuttosto forti.

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    Dana. La generosità e il suo significato

    dana 2Dana, o generosità, è una delle colonne dell’insegnamento buddhista e della pratica della meditazione Vipassana, nel senso che ne è un presupposto, così come la moralità, sila. Allo stesso tempo entrambe sono un addestramento nel senso che ci impegniamo a svilupparle durante il cammino. Non si può sviluppare la retta concentrazione, e quindi la saggezza che libera, se si prescinde da questi due fattori e, a mano a mano che si sviluppa la saggezza e si capisce il valore del Dhamma, viene spontaneo sviluppare queste qualità, così come la Metta e i Brahma-Vihara. Tutte queste sono qualità connaturate all’essere umano, che applica il retto sforzo per coltivare la mente invece di abbandonarsi agli istinti più bassi correlati ai difetti mentali.

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    Attualità del buddhismo

    DSCN7900Quando osserviamo da vicino gli insegnamenti del Buddha, scopriamo che il suo approccio è molto simile a quello scientifico e ciò ha naturalmente suscitato grande interesse verso il buddhismo da parte delle persone con una mentalità moderna. La somiglianza di base tra l'approccio buddhista e quello della scienza risulta chiaro quando esaminiamo l'atteggiamento buddhista verso i fatti dell'esperienza che, come quello scientifico, è un atteggiamento analitico...

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    Le Quattro Nobili Verità

    ruotaNel suo primo discorso dopo l'Illuminazione, o realizzazione sulla vera natura della realtà, il Buddha mise in moto la Ruota del Dhamma tenendo un discorso a quelli che poi sarebbero diventati i suoi primi 5 discepoli. In quel discorso il Buddha espose quello che costituisce il cuore del suo insegnamento, il messaggio che ha lasciato all'umanità.

    Questa è l'esposizione delle Quattro Nobili Verità che sono parte integrante della vita di ogni essere vivente.

    La prima Nobile Verità: l'esistenza della Sofferenza.

    Nel primo punto del suo insegnamento il Buddha espose con chiarezza la situazione di sofferenza caratteristica del nostro stato di esistenza, che comprende la sofferenza della malattia, dell'invecchiamento, della povertà, della morte, ma anche il disagio nel ottenere ciò che desideriamo o nel perdere cio a cui teniamo. Va compreso correttamente il motivo per cui il Buddhismo pone come stadio fondamentale del proprio sviluppo spirituale la consapevolezza del proprio stato di sofferenza. L'obiettivo del sentiero spirituale buddhista è quello di raggiungere la completa liberazione dalla sofferenza.

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    Il "principio" base in vipassana

    faroOgni volta che sorge un dubbio riguardo alla pratica meditativa semplicemente ricordiamoci del “Principio”su cui si fonda...

    Il “principio” alla base della vipassana è quello di osservare ogni processo fisico e mentale che è predominante nel momento presente. Noi stiamo semplicemente prendendo nota e osservando ciò che si presenta nel campo della coscienza, non lo facciamo con l’intento di cambiare o eliminare alcunché e lo facciamo nel modo più distaccato e dis-identificato possibile. Noi osserviamo ogni cosa, non una sola e permanente, ma qualsiasi cosa si presenta naturalmente nel campo della consapevolezza in maniera chiara ed ovvia ai cinque sensi e alle coscienze ad essi collegate, nel corpo e nella mente.

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    Cosa fare in meditazione

    am-i-meditating-correctlyUn buon modo di approcciarsi alle proprie sessioni di meditazione, sia sedute che camminate, è quello di farlo nella prospettiva di esaminare e riferire le proprie esperienze meditative. In effetti è proprio quello che in effetti accade durante i ritiri intensivi, ogni giorno o ogni due abbiamo un colloquio con l'insegnante, o un suo assistente che serve a verificare l'andamento della pratica. Qualche consiglio:

    Meditazione seduta: per prima cosa scegliete il vostro oggetto principale e primario, fate qualche prova per trovare quello che é più adatto a voi, ma poi cercate di non cambiare in continuazione, ne soffrirebbe la stabilità della vostra meditazione.

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